Feb 26

Che se l’opera scientifica di Leonardo rimase per qualche tempo nell’ombra, di ciò furon cagione le strane vicende subite dai numerosi manoscritti da esso lasciati, vicende, che insieme alla inerzia di nostra gente, hanno impedito che fosse già pubblicata di lui almeno una completa biografia nella nostra lingua. Spetta a noi, anche per non rimanere indietro agli stranieri nel culto dei nostri più grandi ingegni, a disperdere completamente quell’ombra, affinchè tutti possano contemplare l’effige di quel grande spirito nel suo pieno splendore, tanto più che collocato al suo posto anche nella storia della scienza, vediamo in Leonardo l’uomo insuperabile per la bontà dell’animo e la bellezza della vita intima.

Leonardo, per il quale il pensiero era la più ammirabile realtà umana, sicuro della veracità del conoscere naturale, osservando attentamente, intravide nell’universo sensibile un perenne avvicendamento di azioni e di passioni con leggi generali che ne governano la successione, e che egli voleva svolgere dai fatti particolari ; vide le cause dei fenomeni nascoste in un grande numero di fatti analoghi; e mentre per le sue ricerche, alla sua mente si allargavano i confini della scienza ed i fenomeni si moltiplicavano, intuì un nuovo metodo d’indagine, col quale voleva che nell’osservazione, i sensi fossero aiutati da opportuni istrumenti, e la ragione fosse soccorsa da buoni criterii.

Però non si fermò a specializzare le regole del suo metodo, in primo luogo perchè la natura del suo ingegno non gli consentiva minute specificazioni, e poi perchè sentiva vivamente il desiderio di applicarle allo studio degli svariatissimi fenomeni che presentano i corpi, ed abbisognava perciò di molto tempo per le pratiche ricerche; però dalle sue note frammentarie si rilevano scritti con brevità e chiarezza questi criteri: È necessario frenare l’abuso dell’autorità e controllare le idee con i fatti sperimentali; nel regno della natura sensibile non si può concedere che abbiano verità le scienze che cominciano e finiscono nella mente; prima di ragionare si deve osservare e la ragione deve elaborare i dati dei sensi ; la scienza che incomincia con la induzione non sarà compiuta finché, effettuata la misura dei rapporti con l’aiuto delle matematiche, non abbia preso la forma deduttiva.

Ma non meno degna del genio di Leonardo fu l’opera da lui compiuta applicando il suo metodo nello studio di ogni branca di scibile nel mondo delle cose, stabilendo i principii fondamentali di ciascuna di esse. Infatti, dopo aver diviso col pensiero tutta la scienza della ingegnosa natura in varii trattati, osserva per ciascuno i fatti relativi principali, li confronta, ne ricerca le relazioni fondamentali, scuopre nuove verità e tutto nota nel suo libretto che portava sempre legato alla cintola.

Il testo è tratto da “Leonardo da Vinci scienziato” di Vincenzo Burzagli, Firenze, 1910: http://www.archive.org/search.php?query=vincenzo%20burzagli

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Feb 23

In Egitto l’ elezione del re era riserbata alle due caste principali, quella de’ sacerdoti e quella dei guerrieri; nè uguale valore aveva in ciascuna il diritto di votare, giacchè:

  • II voto d’ un profeta contava per 100
  • d’ un comasta o prete: 20
  • d’ uno zoccoro, ultimo grado nella gerarchia sacerdotale: 10
  • d’ un guerriero:  1

Quindi l’ elezione dipendeva interamente dalla classe sa­cerdotale, e l’ intervento dell’ altra era illusorio, il che mo­stra I’ origine delle tante leggi superstiziose che vincolarono il popolo Egiziano; insomma dalla classe elettrice dipendono le qualità degli elettori e I’ indole della legislazione.

II modo con cui si eseguiscono le elezioni, può presentare occasioni d’importanti riflessi allo statista; prendiamo per esempio l’ Inghilterra: la libertà delle elezioni è ivi  ridotta alla licenza de’ facchini; gli aspiranti si coprono di villanie alla presenza del pubblico; i partigiani di essi cominciano a battagliare con fischi ed urli, quindi con fasti di verze, cui succedono i sassi, e finalmente una zuffa da bestie feroci. I voti si vendono nelle case o ne’ trivii, come le mercanzie nelle botteghe e sulle piazze. I prezzi sborsati e l’ elezione ottenuta o non ottenuta possono dimostrare il valore dell’ opinione; mi spiego: Piero spende un milione di franchi, e non riesce ad essere eletto; Paolo ne spende cento mila ed ottiene i voti, in pari circostanze 9.900.000 franchi rappresenteranno la forza della stima pubblica che lo investe. In Francia i voti non si vendono, o la vendita non è così impudente come in lnghilterra; egli è questo un sintomo, se non di moralità, almeno di pubblica decenza. Talvolta vedrete eletto un bacchettone che non ha nè attività nè talenti, e dimenticato I’ uomo modesto e dotto che ama il paese e conosce la legislazione: insomma confrontate le qualità degli eletti e degli scartati, e vedrete piu volte che il giudizio del popolo non è così infallibile come pretendeva Macchiavello.

Esponendo le qualità che caratterizzano il pubblico amministratore, ricorderò ai giovani di non dimenticare nell’ applicazione le circostanze in cui egli si trova e che vincolano talora il suo potere, talora la sua volontà, Liutprando re dei Longobardi, benchè conoscesse la stoltezza delle prove giudiciarie dell’ acqua, del fuoco, del duello, ecc., ciò nonostante la perficacia del suo popolo lo costrinse ad ammetterle; e Solone, benchè potesse dare agli Ateniesi migliori leggi, non volle, prevedendo che le loro abitudini le renderebbero inutili.

I sintomi generali d’un buon amministratore sono i seguenti:

  • Desiderio di conoscere lo stato della nazione
  • Pubblicità dello stato della nazione
  • Buone qualità degli impiegati
  • Simplicità nelle operazioni
  • Rapidità nelle operazioni
  • Esattezza ne’ pagamenti
  • Solido impiego di denaro pubblico
  • Rispetto pratico alle leggi
  • Sicurezza e felicità pubblica
  • Mancanza d’ uomini oziosi e di terre incolte

Si debbe a Carlomagno l’ istituzione dei Missi dominici, i quali erano commissari imperiali che visitavano le province per conoscere il modo con cui si amministrava la giustizia, le angarie cui erano sottommessi i sudditi, lo stato de’ fiumi e delle strade, e farne rapporto nel consesso dei nobili, de’ vescovi, dei guerrieri alla presenza dell’ imperatore.

Un editto dell imperatore chinese Chum permise a tutti i cittadini di scrivere sopra una tabella esposta in pubblico, ciò che sembrava loro biasimevole nella condotta del sovrano. Sotto Alfonso V re di Portogallo, nel X secolo, le leggi toglievano la nobiltà a chiunque insultava una donna, rendeva falsa testimonianza, mascherava la verità al re.

[...]

Fra gli oggetti che non si possono asportare dal Giappone, si contano le monete, le carte geografiche, i libri stampati, e principalmente quelli che somministrano notizie sull’ interno dell’impero.

E’ generale ne’ popoli Africani l’ avversione a lasciar vedere le sorgenti delle acque che traversano i loro paesi. Il governo di Spagna minacciò per l’ addietro la pena di morte a chi pubblicava le carte geografiche di alcune colonie spagnuole.

Burkhardt, nel suo viaggio in Siria, racconta che i Bedouini s’ allarmano, quando veggono un viaggiatore scrivere osservazioni sulla loro nazione. Il Bedouino Ayd, suo compagno di viaggio e di pericoli, avendolo un giorno sorpreso mentre stava scrivendo, gli fece rimprovero in tuon di sdegno, di stendere note sulla sua patria, sulle sue montagne, sui suoi pascoli. Altri viiggiatori, disse Ayd, hanno fatto lo stesso, ma io non gli accompagnava, nè giammai servirò d’ instrumento a quelli che preparano la rovina del mio paese. Burkhardt avendolo assicurato ch’ egli amava i Bedouini, e provato che le sue note erano state utili ad entrambi, Ayd soggiunse: Ciò che voi mi dite può essere vero, ma noi sappiamo che molti uomini, Dio sa quali, sono venuti, alcuni anni fa, in questo paese, hanno visitato le montagne, esaminato le pietre, le piante, gli animali, fin i ragni e i serpenti; d’allora in poi è caduta poca pioggia e il salvaggiume è considerevolmente scemato ec. Regna la stessa opinione nei Bedouini della Nubia. Essi credono che un mago può, gettando certi caratteri sulla carta, far cessare la pioggia in un paese e farla cadere in un altro.

La diffidenza dell’ ignoranza è dunque un ostacolo alla pubblicazione delle notizie statistiche. Ad essa si unisce talvolta l’insensata vanità che nasconde lo stato periglioso delle cose per provare di non aver bisogno di consigli. Vedi la condotta di Vitellio in Tacito.

[...]

Si conosce il pubblico amministratore dalle qualità de subalterni ch’ egli sceglie come si conosce l’ inclinazione dell’ uomo privato dalle conmpagnie che frequenta.

L’ amministratore istrutto e zelante sa che l’ ignoranza, l’ orgoglio, lo spirito di partito, e sopratutto la corruzione nuocono al pubblico e screditano il governo. Egli non ignora che l’ interesse o l’ ambizione sono gli ordinari scogli a cui vanno a rompersi le virtù fittizie, create provvisoriamente dalle vicende politiche. Traiano ricusava di scerre per suo successore Adriano, perchè vi scorgeva virtù forzate che offendevano la solidità del suo giudizio.

La vanità dell’ amministratore ignorante ordinariamente gli fa temere le persone che ne sanno più di lui quindi Io induce ad allontanarle dalle cariche [...] L’ amministratore corrotto sceglie ordinariamente le persone che, non avendo riputatione da perdere, sono pronte a seguire tutte le sue voglie qualunque esse sieno; tali erano le scelte di Vitellio.

[...]

E’ inutile il provare che la nazione spende molto o poco se non consta in quali oggetti è impiegato il denaro pubblico. Sotto Alfredo il grande, la settima parte delle rendite della corona era messa in serbo per mantenere gran copia di operai, i quali lavoravano continuamente a ristabilire le città, i castelli, i palazzi, le chiese. Furono impiegati in queste costruzioni le pietre e i mattoni de’ quali sino allora era ignoto l’ uso. I signori imitarono l’ esempio del re e gli edifizi solidi si moltipllcarono in poco tempo.

Giova ricordare qui la matta legge degli Ateniesi che minacciava la pena di morte a chi proponeva di impiegare a difesa della patria il denaro destinato pel teatro. Si riconosce che anco sotto gli ottimi re il denaro pubblico può essere speso illegittimamente allorchè si ricorda che i cortigiani ottennero in un sol giorno colla loro importunità dalla naturale generosilà di Enrico IV venticinque editti che li antorizzavano ad esigere dei diritti, de’ pedaggi, de’ dazi sul commercio e sulle arti, editti che il ministro Sully ricusò di sottoscrivere.

Mentre Sully andava dal re per dimostrargli come i cortigiani avevano sorpresa la sua buona fede incontrò alla porta la marchesa di Verneuil che Io rimproverò perché si opponesse in tal guisa alla buona volontà del re. “Tutto ciò che voi dite Signora” rispose Sully “sarebbe buono se Sua Maestà pigliasse il denaro dalla sua borsa, ma levarlo di nuovo sopra i mercanti, gli artigiani, i lavoratori, i pastori non istà bene. Sono essi che nodriscono il re e noi tutti. Basta bene a loro di un padrone, senza che abbiano da mantenere tant’ altra gente”.

I testi sono tratti da “Melchiorre Gioia,  Filosofia della statistica, Tomo III, Lugano, Ruggia e C., 1838″: http://books.google.it/books?id=R68FAAAAQAAJ&pg=RA1-PA304&dq=schiavitu&as_brr=1&ei=PqmiSaWaC5r2Mcj00IoC#PPP9,M1

Per una breve biografia dell’ economista e filosofo Melchiorre Gioia: http://en.wikipedia.org/wiki/Melchiorre_Gioja

Per consultare il catalogo delle opere pittoriche di William Hogarth (1697-1764):  http://www.abcgallery.com/H/hogarth/hogarth.html

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Feb 19
On a Sailing Ship by Caspar David Friedrich, 1818-1820, Hermitage, St. Petersburg

On a Sailing Ship by Caspar David Friedrich, 1818-1820, Hermitage, St. Petersburg

I secoli passano lasciando alle nuove generazioni “una eredità di gloria o di dolore, di speranza o di sconforto, e spesso innanzi a diversi ideali, ad altre aspirazioni ed alla lenta ma inevitabile evoluzione del pensiero, della vita, della storia, perdesi il ricordo del tempo lontano; grandi figure scompaiono fra la nebbia, e l’oblio rende ignota l’origine delle nazioni, mentre la mente può smarrirsi seva studiando il lontanissimo passato. Ma non di rado avviene che le leggende, rimaste come prezioso ricordo nella coscienza popolare, conservano fra mille veli, nella semplice loro poesia o nell’epica grandezza il segreto del passato [... ] Esse possono ricordarci le grandi figure di uomini che li beneficarono e il pauroso aspetto dei loro oppressori; il tremendo sembiante delle divinità che andavano placate con orrendi sacrifizii, o la vanità che pareva persona, degli spiriti gentili ch’essi vedevano fra le rose e fra le nubi. Molte di queste leggende ebbero origine antichissima, quando la grave parola della Storia non andava ancora narrando i casi delle genti e le grandi imprese degli eroi.

Allora intorno alle tradizioni lasciate dagli avi, la fantasia popolare mise con un vero diletto il fascino di casi strani o soprannaturali ; però non dobbiamo solo ad essa la creazione delle leggende più note nell’antichità, e delle quali trovansi ancora infinite tracce nel nostro secolo, poiché dall’India all’Egitto, dalla Persia alla Fenicia, le caste privilegiate o i sacerdoti delle misteriose divinità, nel desiderio di nascondere innanzi al volgo la propria ignoranza sulle origini dell’umanità, o quanto avrebbe dovuto essere il retaggio scientifico e storico dell’intera nazione, andarono inventando racconti che diedero origine a molte leggende.

Anche i poeti avvalendosi di splendide immagini, mentre narravano qualche fatto storico importante, o vedevano in ogni forza ed in ogni forma della materia una divinità malefica o gentile, furono non di rado creatori di nuove leggende che divennero rapidamente popolari, e rimasero tali nel volgere dei secoli; poi come se l’ignoranza delle prime genti, l’ambizione degli uomini che volevano il monopolio della scienza, e l’amore dei popoli pei racconti meravigliosi non bastassero per travisare la realtà dei fatti, spesso avvenne che l’amor patrio o l’orgoglio, cercando di sublimare le origini di un popolo, di una città, o forse di una famiglia chiamata al comando supremo, resero più incomprensibili ancora le oscure tradizioni, o crearono nuove leggende; mentre ignoravasi che verrebbe l’ora in cui la Storia trionfando su tanti errori antichi, cercherebbe il vero, non solo fra l’oscurità del mito, ma finirebbe col trovare l’uomo sotto l’usbergo sfolgorante dell’eroe leggendario, o vedrebbe negli dèi fondatori d’illustri città, poveri guerrieri nomadi, o pastori stanchi della vita errante. [...]

Vicino alle leggende che furono, per così dire, epiche, e raccolsero tutte le credenze di parecchie generazioni, che avendo perduto ogni memoria della vera origine dell’umanità, erano paghe nell’udire o nel ripetere assurdi racconti, si moltiplicarono leggende di altra specie con origini storiche meno importanti, o create in gran parte dalla fantasia popolare. Dopo l’epoca oscurissima per noi, in cui si formarono intorno a certi ricordi del passato tante mitologie bizzarre, pur diverse nella forma benché legate le une alle altre da molta affinità, parmi che il momento storico più propizio per la creazione di nuove leggende, sia stato quello in cui le grandi idee del cristianesimo trionfarono fra gli errori delle mitologie diverse ; e quando le forti popolazioni barbare, essendo discese in mezzo alla decrepita civiltà latina, dovette avvenire una mescolanza strana di curiose superstizioni e di reminiscenze storiche, di favole mitologiche e di creazioni poetiche popolari, di nuove credenze e di vecchi errori, che si unirono insieme nel pensiero dei vincitori e dei vinti.

Da questa inenarrabile confusione avvenne che il Medioevo cristiano fu invaso dalle memorie della mitologia di Atene e di Roma, e di quella così diversa delle popolazioni Indo-germaniche; e quando le genti ignoranti e rozze lavoravano senza posa col cervello, in cerca di nuova luce, pur non sapendo dimenticare le credenze che duravano da secoli nella coscienza popolare; i fatidici poeti ed i superstiziosi scienziati, fra l’armonia del verso, e le stranezze delle scienze occulte, tennero più viva ancora la memoria di una moltitudine  di esseri fantastici, che furono per cosi dire l’anima di nuove leggende, senza perdere l’impronta dell’origine lontana. Chi va seguendo il pensiero, nelle sue diverse manifestazioni da secolo a secolo e da popolo a popolo, deve provare un diletto profondo nel cercare i ricordi del passato, che possono rinvenirsi ancora dopo molto studio, e nel risalire fino alle possibili origini delle leggende, che modificate appena nella forma, si trovano ancora fra genti diverse e dopo lungo mutar di eventi.

Friedrich Caspar David, Mann und Frau den Mond betrachtend, c. 1830-1835, Alte Nationalgalerie, Berlin

Friedrich Caspar David, Mann und Frau den Mond betrachtend, c. 1830-1835, Alte Nationalgalerie, Berlin

Il lavoro febbrile durato nello studiare i misteri delle antichissime mitologie, e nel volere trovare la verità storica, per quanto riguarda l’origine delle grandi razze e le loro migrazioni, può dirsi una gloria del nostro secolo; il quale in una evoluzione nuova del pensiero, ed in un lavorio assiduo delle intelligenze, non manifestatosi ancora in questo senso con eguale tenacità in altri tempi, cerca la soluzione di oscuri problemi e la storia dell’umanità; non solo interrogando le reliquie dell’antichità, i bizzarri geroglifici, le prime storie oscurissime, ma volendo trovar la verità fra le leggende e le tradizioni, fra le semplici fiabe, i proverbii, le canzoni popolari o le superstizioni che atterriscono ancora le genti semplici ed ignoranti. L’amore intenso per la scienza, il fascino potente che il mistero avrà sempre sull’anima umana, la curiosità delle menti irrequiete, che non s’appagano nella conoscenza della verità rivelata; ma vogliono trovarla solo fra i limiti in cui rimane stretta la ragione umana, e finalmente anche la necessità politica per alcuni popoli, di conoscere con precisione la loro origine storica, onde avere il posto che loro spetta fra le nazioni, sono valido incitamento a durarla in questo studio, grandioso nello scopo, ma per cosi dire umile nelle ricerche, e dal quale risulterà di certo una vivida luce, che ci permetterà di vedere i tesori del passato nel loro meraviglioso insieme; ed irradierà fino alla sua prima origine, fino alla sua creazione per volontà della mente divina, questa umanità che da secoli va affannosamente per la sua via; fra tanta grandezza e tanta miseria, fra tanta sublimità di eroismo e tanta abiezione di colpe, fra tante virtù e tanti delitti, volta alla meta che le ha segnata Iddio.

Sunset by Caspar David Friedrich, 1830

Friedrich Caspar David, Sunset, 1830, Hermitage, St. Petersburg

Fra tutte le reminiscenze che rimangono con forme diverse nella coscienza popolare, parmi che un posto altissimo spetti alle leggende, che raccolgono tanta parte delle tradizioni storiche , delle antiche credenze, delle religioni dimenticate. Il loro valore per gli studii storici e mitologici è sommo, anche se sono state coll’andare del tempo diversamente sfigurate e velate; e può avvenire che la leggenda, al pari di certi modi speciali di costruzione, di certi usi bizzarri, di certe affinità di linguaggio, ci sia prova dell’origine comune di genti or divise da molta distanza e da aspirazioni diverse. Altre volte ancora la leggenda di creazione più recente, può esserci sotto forme diverse la prova di uno stesso lavorìo , avvenuto nel pensiero di genti estranee da secoli le une alle altre, e che si trovarono in condizioni assai diverse per le credenze, il clima ed i costumi.

Nelle popolazioni nordiche dell’ Europa , e generalmente fra le razze Indo-germaniche e Slave, lo studio delle leggende e delle tradizioni va innanzi con amore, e quasi direi con passione, mentre le nazioni latine mostransi più fiacche o anche indifferenti nella ricerca delle leggende: e parmi che la causa di questo fatto si possa trovare in gran parte nel passato storico di queste diverse razze. L’antichità greca e romana, collo splendore della propria letteratura ha lasciato di sé incancellabile memoria. Le leggende antiche pur mostrandoci fra casi soprannaturali e per virtù di eroi leggendarii o di olimpiche divinità, la fondazione di gloriose colonie o di fiorenti città, non ha intorno tale oscurità che sia necessario affaticarsi lungamente in cerca della luce, con poca speranza di trovarla. La mitologia di Atene e di Roma, colle dee severe o sorridenti, cogli eroi, coi sommi dèi che pure, a dispetto della loro potenza divina, hanno affetti, debolezze, vizii umani , ha dato causa a lungo studio, onde trovare fra i poetici miti la sua originaria formazione; ma le sue figure onorate nei templi stupendi, descritte e sublimate con altissimi canti dall’epica grandezza, o ricordate fra la soavissima armonia di una poesia lirica insuperabile, hanno lasciato ricordi chiari nella memoria dei popoli latini; ed esse nel rinascimento della letteratura, dopo il periodo che parmi di transizione fra la grandezza dell’arte pagana e dell’arte cristiana, apparirono ancora, fra le nuove produzioni del pensiero, che non fidando sempre sulle proprie forze e nelle nuove forme della poesia volgare, cercava il sapere, l’ispirazione, la classica eleganza, fra le credenze pagane degli avi, e le opere più belle dell’arte antica.

Questa chiarezza relativamente somma , per quanto riguarda le loro origini e la loro mitologia, parmi una delle ragioni principali per le quali non avviene, che le nazioni latine cerchino con passione, pari a quella delle germaniche, le tracce di altri tempi che rimangono ancora sotto forme diverse nella coscienza popolare. Invece le antiche mitologie nordiche non sono conosciute ancora fra tutte le nazioni civili, in un modo quasi popolare, come la mitologia di Atene e di Roma ; e per ricostituirle in parte, non è bastato studiare gli avanzi di una vecchia letteratura ; ma è stato pur forza cercare il mezzo di conoscere molta parte del passato, interrogando il popolo e raccogliendo reminiscenze quasi sempre oscure. La storia della migrazione dei popoli Indo-germanici e Slavi, è anche involta in una grande oscurità: la lingua antica parlata da alcune popolazioni che pur ebbero forza e potenza, si è trasformata a segno nella sua inevitabile evoluzione, che ne rimane appena qualche traccia. Dei sacerdoti gelosi della propria autorità, al pari di quelli dell’India. dell’Egitto o della Persia, misero veli impenetrabili intorno a certe divinità, di cui si cerca ancora faticosamente ogni ricordo popolare, non essendovi di esse memorie scritte ; e non di rado è forza rinvenire le sole indicazioni meno oscure nelle opere militari e storiche dei Romani.

Ma quanta fatica per avere notizie certe del viaggio secolare di un popolo ora assorto a grande potenza; quante minute indagini per ritrovare le memorie del culto di possenti divinità, che ebbero onore di altari e di sacrifìzii ! e non trovano le nazioni germaniche incitamento a queste lunghe ricerche, nel solo amore per la scienza, che può accendersi nel petto di chi voglia conoscere i secoli che furono: ma esse manifestano la potenza dell’amor patrio, nella curiosità affannosa e per così dire riverente, colla quale cercano il mezzo di sapere quale fu la patria lontana dei loro avi , quali furono le loro divinità, ed interrogando il passato, studiandolo nel presente fra le leggende, le fiabe, le tradizioni, vogliono trovare la causa, l’origine della propria grandezza e la storia dei padri loro.

Nel progredire di questi studii si formarono parecchie scuole, intorno a grandi ingegni che ebbero seguaci ed imitatori ; ma col progredire delle cognizioni, collo sviluppo di altre scienze affini , il mondo strano che lo studio delle leggende, delle tradizioni, e degli usi popolari aveva fatto apparire innanzi ai dotti, prese nuovo aspetto. Coloro che volevano trovare l’origine di tante leggende, di tante fiabe nel passato di una razza sola, o in un gruppo di popoli, più non ebbero coll’andar del tempo valide ragioni per far credere alla verità delle loro teorie ; e le leggende che, ad imitazione dei fratelli Grimm, molti vollero ritenere come speciali alle popolazioni Indo-europee, si ritrovarono, mentre progrediva lo studio nuovo, anche in lontanissime regioni ed in mezzo a popoli diversi.

Così fra le vecchie popolazioni americane si rinvenne traccia di leggende note nel Nord dell’Europa e nell’India ; la credenza negli spiriti benefici o malefici si trovò con una grande affinità nelle leggende degli Eschimesi, ed in quelle di selvaggie popolazioni africane; le fate vestite di luce apparirono fra le credenze dei poveri Irlandesi e quelle dei lontani Chinesi ; il serpente maledetto della mitologia persiana si ritrovò nella leggenda narrata vicino ai ghiacciai sulle Alpi solenni ; e non so dire quale impressione profonda, indimenticabile ho provata , mentre andavo innanzi nello studio sulle leggende, e parevami che fra la comunanza di tante credenze e d’innumerevoli superstizioni, o l’affinità che hanno tante splendide e poetiche figure create dalla fantasia popolare in lontanissime regioni, si affermasse in modo meraviglioso l’unità di origine di tutte le nazioni, di tutte le razze; come se da una intelligenza unica nella potenza della fantasia, nella grandezza sublime dei concetti, e pur troppo anche nell’umana debolezza, si fosse trasmessa, nel volgere dei secoli, da gente a gente, e da nazione a nazione l’eredità del pensiero.

Friedrich Caspar David, Die Lebensstufen (Strandbild, Strandszene in Wiek), c. 1835, Museum der Bildenden Künste, Leipzig

Friedrich Caspar David, Die Lebensstufen (Strandbild, Strandszene in Wiek), c. 1835, Museum der Bildenden Künste, Leipzig

Le leggende hanno spesso tutta la bellezza della poesia primitiva, dalla frase rozza ma scultorea, dall’immagine vera e smagliante, e per questo motivo esse furono ad ingegni elettissimi ispiratrici di epici canti, di drammi paurosi o di soavi idillii ; come se le più belle manifestazioni del pensiero poetico popolare dovessero, per forza di una legge misteriosa, giungere fino alla somma altezza resa più durevole e sublime dall’arte.

Vuoisi che in certe condizioni speciali , e per una specie di lavorio inevitabile che avviene nella coscienza popolare, il mito si possa formare anche fra lo scetticismo che invade le nuove generazioni, ed è pur forza riconoscere che certe grandi figure storiche moderne assumono, vicino a noi, innanzi alla fantasia dei popoli, forma soprannaturale; cosi, al pari del secolo di Carlomagno e di tanti altri, il nostro avrà i suoi personaggi leggendaria Però in mezzo alla febbrile vita moderna, mentre si discute fra gli operai intorno ai problemi sociali, e le scuole si vanno moltiplicando fra la gente che finisce col non più temere le streghe ed i folletti, l’antica leggenda popolare perdesi nei grandi centri, come pure in molte campagne, ove passano i treni rapidamente, ed il pensiero vola sui fili allineati del telegrafo.

Questa conseguenza del progresso lento ma sicuro della civiltà , fa si che devesi cercare con attività febbrile quanto rimane ancora, nella coscienza popolare, della bella poesia del passato. Gli uomini illustri che hanno finora raccolto nella nostra Italia le canzoni, le leggende, le fiabe, dovrebbero trovare molti imitatori, e dalla Sicilia alle Alpi, dalle spiagge del Tirreno a quelle dell’Adriatico, si dovrebbero riunire in una specie di sintesi, forse unica nella sua poetica bellezza, le memorie lasciate dai Greci e dagli Arabi, dai Normanni e dai Saraceni, dai vecchi nemici della grandezza nascente di Roma e dai barbari predatori, dalle epiche imprese dei Comuni e dagl’invasori stranieri, rese più affascinanti nella forma, dall’ingegno italiano che ha saputo conservarle.

Sonovi però ancora certe regioni ove giunge appena l’eco del chiasso cittadino, ed ove si troverà forse per lungo tempo , fra gente semplice e buona , la poetica leggenda , pur cosi diversa da tante meschine e volgari superstizioni, che furono il terrore di quasi tutti i più colti avi nostri, e che sono rimaste ancora come tristissimo retaggio , fra le persone più ignoranti e rozze.

Sulle montagne si rinvengono specialmente queste preziose reliquie del passato, e sulle Alpi in generale le leggende bellissime nel concetto poetico, o semplici e commoventi possono trovarsi dopo lunghe ricerche; ma si deve supporre che sventuratamente molte di quelle che avevano una grande importanza storica nelle loro origini lontane, andarono col volgere dei secoli perdute.



Per una biografia completa del pittore tedesco Caspar David Friedrich:  http://it.wikipedia.org/wiki/Caspar_David_Friedrich
Per consultare, tra le altre, la galleria delle sue opere:  http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Caspar_David_Friedrich
Per approfondire l’ opera di Caspar David Friedich:
Helmut Börsch-Supan, L’opera completa di Friedrich, Rizzoli, 1976 (http://books.google.it/books?id=dFXfAAAACAAJ&dq=Caspar+David+Friedrich&as_brr=0&ei=N26dSeD_EZLmyQTXyejUAQ )
I testi sono tratti dall’ introduzione di “Leggende delle Alpi” di Maria Savi Lopez, Torino, Loescher, 1889: http://www.archive.org/details/leggendedellealp00saviuoft

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Feb 06

In lingua inglese si definiscono “bull” [lett. "toro"] e “cow” ["vacca"] gli esemplari maschi e femmine delle, tra altre, seguenti specie di animali:

  • Alligator
  • Camel
  • Crocodile
  • Dolphin
  • Elephant
  • Elk [Alce]
  • Giraffe
  • Hippopotamus
  • Rhinoceros
  • Sea lion
  • Seal [Foca]
  • Whale [Balena]

Vengono invece definiti “sow” [lett. "scrofa"] e “boar ["verro"] gli esemplari maschi e femmine delle, tra altre, seguenti specie di animali:

  • Badger [Tasso]
  • Bear
  • Mink [Visone]
  • Panda
  • Raccoon [Procione]

In inglese, per alcuni grandi felidi, esiste sia un lemma al maschile che uno al femminile:

  • Leopard – Leopardess
  • Lion – Lioness
  • Tiger – Tigress

Curiosi i maschili e femminili di certi animali domestici:

  • Ass/Donkey [Asino] – Jack & Jenny
  • Cat – Tom & Queen
  • Sheep – Ram & Ewe

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Feb 02

Courtesy of Wordle.net

Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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Art. 1
Italy is a democratic republic, founded on work.
Sovereignty belongs to the people, which exercises it in the forms and within the limits of the Constitution.

Art. 2
The Republic recognizes and guarantees the inviolable rights of man, as an individual, and in the social groups where he expresses his personality, and demands the fulfilment of the intransgressible duties of political, economic, and social solidarity.

Art. 3
All citizens have equal social dignity and are equal before the law, without distinction of sex, race, language, religion, political opinions, personal and social conditions.
It is the duty of the Republic to remove those obstacles of an economic and social nature which, really limiting the freedom and equality of citizens, impede the full development of the human person and the effective participation of all workers in the political, economic and social organization of the country.

Art. 4
The Republic recognizes the right of all citizens to work and promotes those conditions which will make this right effective.
Every citizen has the duty, according to his possibilities and individual choice, to carry out an activity or a function which contributes to the material or spiritual progress of society.

Art. 5
The Republic, one and indivisible, recognizes and promotes local autonomies; implements in those services which depend on the State the fullest measure of administrative decentralization; accords the principles and methods of its legislation to the requirements of autonomy and decentralization.

Art. 6
The Republic safeguards by means of appropriate measures linguistic minorities.

Art. 7
The State and the Catholic Church are, each within its own order, independent and sovereign.
Their relations are regulated by the Lateran Treaties. Changes to the Treaties accepted by both parties do not require the procedure for constitutional amendment.

Art. 8
All religious confessions are equally free before the law.
Religious confessions other than Catholic have the right to organize in accordance with their own statutes, in so far as they are not in conflict with Italian laws.
Their relations with the State are regulated by law on the basis of an accord between the respective representatives.

Art. 9
The Republic promotes the development of culture and scientific and technical research.
It safeguards landscape and the historical and artistic heritage of the Nation.

Art. 10
Italian laws conform to the generally recognized tenets of international law.
The legal status of foreigners is regulated by law in conformity with international provisions and treaties.
The foreigner who is denied in his own country the real exercise of the democratic liberties guaranteed by the Italian Constitution has the right of asylum in the territory of the Republic, in accordance with the conditions established by law.
The extradition of a foreigner for political offences is not admitted.

Art. 11
Italy rejects war as an instrument of aggression against the freedoms of others peoples and as a means for settling international controversies; it agrees, on conditions of equality with other states, to the limitations of sovereignty necessary for an order that ensures peace and justice among Nations; it promotes and encourages international organizations having such ends in view.

Art. 12
The flag of the Republic is the Italian tricolour: green, white and red, in three vertical bands of equal dimensions.

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Artículo 1
Italia es una República democrática fundada en el trabajo.
La soberanía reside en el pueblo, que la ejercerá en las formas y dentro de los límites previstos por la Constitución.

Artículo 2

La República reconoce y garantiza los derechos inviolables del hombre, ora como individuo ora en el seno de las formaciones sociales donde aquél desarrolla su personalidad y exige el cumplimiento de los deberes inexcusables de solidaridad política, económica y social.

Artículo 3
Todos los ciudadanos tienen la misma dignidad social y son iguales ante la ley sin que pueda prevalecer distinción alguna por razones de sexo, raza, lengua, religión, opiniones políticas u otras circunstancias personales y sociales.
Corresponde a la República remover los obstáculos de orden económico y social que, limitando el derecho a la libertad y la igualdad de los ciudadanos, impiden el pleno desarrollo de la persona humana y la participación efectiva de todos los trabajadores en la organización política, económica y social del país.

Artículo 4
La República reconoce a todos los ciudadanos el derecho al trabajo y promoverá las condiciones que hagan efectivo este derecho.
Todo ciudadano tiene el deber de desarrollar, con arreglo a sus posibilidades y según su propia elección, una actividad o función que concurra al progreso material o espiritual de la sociedad.

Artículo 5
La República, una e indivisible, reconocerá y promoverá las autonomías locales; efectuará, en los servicios que dependan del Estado, la más amplia descentralización administrativa y adecuará los principios y métodos de su legislación a las exigencias de la autonomía y de la descentralización.

Artículo 6
Las República protegerá, mediante las normas adecuadas, a las minorías lingüísticas.

Artículo 7
El Estado y la Iglesia católica son, cada uno en su propia esfera, independientes y soberanos.
Sus relaciones se regularán por los Tratados de Letrán. Las modificaciones de los Tratados aceptadas por ambas partes, no requerirán procedimiento de revisión constitucional.

Artículo 8
Todas las confesiones religiosas son igualmente libres ante la ley.
Las confesiones religiosas distintas de la católica tendrán derecho a organizarse según sus propios estatutos, siempre que no se opongan al ordenamiento jurídico italiano.
Sus relaciones con el Estado serán reguladas por ley de conformidad con los acuerdos a que hayan llegado sus respectivas representaciones.

Artículo 9
La República promoverá el desarrollo de la cultura y la investigación científica y técnica.
Protegerá el paisaje y el patrimonio histórico y artístico de la Nación.

Artículo 10
El ordenamiento jurídico italiano se ajustará a las normas del derecho internacional generalmente reconocidas.
La situación jurídica de los extranjeros se regulará por la ley en los términos que establezcan las normas y los tratados internacionales.
Todo extranjero, al que se impida en su país el ejercicio efectivo de las libertades democráticas garantizadas por la Constitución italiana, tendrá derecho de asilo en el territorio de la República con arreglo a las condiciones establecidas por la ley.
No se admitirá la extradición de extranjeros por delitos políticos.

Artículo 11
Italia repudia la guerra como instrumento de ataque a la libertad de los demás pueblos y como medio de solución de las controversias internacionales; consentirá, en condiciones de igualdad con los demás Estados, las limitaciones de soberanía necesarias para un ordenamiento que asegure la paz y la justicia entre las naciones; promoverá y favorecerá las organizaciones internacionales encaminadas a este fin.

Artículo 12
La bandera de la República es el tricolor italiano: verde, blanco y rojo en tres franjas verticales de la misma anchura.

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Article 1
L’Italie est une République démocratique, fondée sur le travail. La souveraineté appartient au peuple, qui l’exerce dans les formes et dans les limites de la Constitution

Article 2
La République reconnaît et garantit les droits inviolables de l’homme, aussi bien en tant qu’individu que dans les formations sociales où s’exerce sa personnalité, et exige l’accomplissement des devoirs de solidarité politique, économique et sociale auxquels il ne peut être dérogé.

Article 3
Tous les citoyens ont une même dignité sociale et sont égaux devant la loi, sans distinction de sexe, de race, de langue, de religion, d’opinions politiques, de conditions personnelles et sociales. Il appartient à la République d’éliminer les obstacles d’ordre économique et social qui, en limitant de fait la liberté et l’égalité des citoyens, entravent le plein développement de la personne humaine et la participation effective de tous les travailleurs à l’organisation politique, économique et sociale du Pays.

Article 4
La République reconnaît à tous les citoyens le droit au travail et met en oeuvre les conditions qui rendent ce droit effectif. Tout citoyen a le devoir d’exercer, selon ses possibilités et selon son choix, une activité ou une fonction concourant au progrès matériel ou spirituel de la société.

Article 5
La République, une et indivisible, reconnaît et favorise les autonomies locales; réalise dans les services qui dépendent de l’Etat la plus large décentralisation administrative; adapte les principes et les méthodes de sa législation aux exigences de l’autonomie et de la décentralisation.

Article 6
La République protège par des normes particulières les minorités linguistiques.

Article 7
L’Etat et l’Eglise catholique sont, chacun dans son ordre, indépendants et souverains. Leurs rapports sont réglementés par les Pactes du Latran. Les modifications des Pactes, acceptées par les deux parties, n’exigent pas de procédure de révision constitutionnelle.

Article 8
Toutes les confessions religieuses sont également libres devant la loi. Les confessions religieuses autres que la confession catholique ont le droit de s’organiser selon leurs propres statuts, en tant qu’ils ne s’opposent pas à l’ordre juridique italien. Leurs rapports avec l’Etat sont fixés par la loi sur la base d’ententes avec leurs représentants respectifs..

Article 9
La République favorise le développement de la culture et la recherche scientifique et technique. Elle protège le paysage et le patrimoine historique et artistique de la Nation.

Article 10
L’ordre juridique italien se conforme aux règles du droit international généralement reconnues. La condition juridique de l’étranger est fixée par la loi, conformément aux normes et aux traités internationaux. L’étranger, auquel l’exercice effectif des libertés démocratiques garanties par la Constitution italienne est interdit dans son pays, a droit d’asile sur le territoire de la République, selon les conditions fixées par la loi. L’extradition d’un étranger pour des délits politiques n’est pas admise.

Article 11
L’Italie répudie la guerre en tant qu’instrument d’atteinte à la liberté des autres peuples et comme mode de solution des conflits internationaux; elle consent, dans des conditions de réciprocité avec les autres Etats, aux limitations de souveraineté nécessaires à un ordre qui assure la paix et la justice entre les Nations; elle aide et favorise les organisations internationales poursuivant ce but.

Article 12
Le drapeau de la République est le drapeau tricolore italien: vert, blanc et rouge, à trois bandes verticales de dimensions égales.

Per leggere il testo in italiano della Costituzione della Repubblica Italiana: http://it.wikisource.org/wiki/Italia,_Repubblica_-_Costituzione
To read the text in english of the Constitution of the Italian Republic: http://en.wikisource.org/wiki/Constitution_of_Italy
Para leer el texto en espanol de la Constitución de la República Italiana: http://es.wikisource.org/wiki/Constituci%C3%B3n_de_la_Republica_Italiana
Pour lire le texte en française de la Constitution de la République Italienne: http://www.pariopportunita.gov.it/Pari_Opportunita/UserFiles/Il_Dipartimento/UNAR/Notizie/costituzione-in-francese.pdf
Le nuvole di parole sono state realizzate con Wordle: http://www.wordle.net/
Per leggere le dissertazioni giuridiche di Vincenzo Palmieri: http://books.google.it/books?id=UiMPAAAAIAAJ&pg=PA267&dq=costituzione&lr=&as_brr=1&ei=4BOHSePlO4jWNrD6qN8F#PPA1,M1

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