“Nel descrivere il Costume dell’America Settentrionale nessuna menzione venne da noi fatta degli Osagi, considerabile nazion Indiana che vive all’ ovest del Mississipi. Questa nazione Indiana è divisa in tre tribù: i grandi ed i piccioli Osagi e gli Osagi dell’Arcansà [sic]. Le due prime hanno i loro villaggi sull’ Osagio in distanza di 200 miglia dal suo confluente col Missuri [sic]; la terza abita sulle sponde dal Vert-de-Gris lontano 60 miglia dal suo confluente coll’ Arcansà, in un paese abbondante di bufoli [sic]. Alta è la statura degli Osagi; la loro carnagione è fra l’ olivastro ed il color di rame, di un bruno carico sono gli occhi ed hanno il naso aquilino. Essendo essi di carattere bellicoso muovon sovente guerra agli Siti e ad altre nazioni dell’ovest: fecero qualche progresso nell’agricoltura ed ora coltivano maiz, fava e zucche: usano la più grande economia nel mangiare le loro provvisioni pel timore che ne abbiano a mancare nel corso dell’anno; ai lavori dell’ agricoltura vengono sottoposte le donne: hanno una bella razza di cavalli e di muli.”
“Nel 1808 i grandi ed i piccioli Osagi cedettero con un trattato agli Stati-Uniti tutto il territorio ch’essi possedevano fra il Missuri e l’ Arcansà, all’est d’una linea tirata dalla fortezza Clarc situata sul Missuri, e quello ben anche ch’essi occupavano al nord di questo fiume. Gli Stati Uniti promisero di dare ogni anno agli Osagi tanto a San Luigi quanto alla Prateria del Fuoco alcune mercanzie del valore di 1500 dollari: i piccioli Osagi dovevano riceverne un terzo. Affine di proteggere questa nazione centra altre più potenti venne eretto il forte Giare e munito di sufficiente presidio, e provveduto di merci da cangiare colle pellicce che porterebbero questi Indiani. Il prezzo di siffatti oggetti fu regolato con tassa moderata. Si promise di mandar loro un chiavajuolo, gli stromenti necessarj a rastazzonare le loro armi ed all’esercizio dell’agricoltura; di fabbricar loro un mulino, e d’ erigere un fortino di legno ne’ loro villaggi per la difesa di ogni gran capo. Gli Osagi dal loro canto s’ obbligarono a non somministrare nè fucili, nè munizioni, nè qualsisia strumento di guerra a quella nazione o tribù che non fosse alleata degli Stati Uniti.”
“Nel 1821 molti capi della nazione Osagia recaronsi a Sant-Luigi per ordine del soprantendente dei selvaggi. Il primo capo degli Osagi chiamato Sans-Nerf era alla loro testa, fecero una visita a Monsignor nostro Vescovo cui essi danno il nome di Capo della Veste Nera. Gli Osagi portano generalmente grande rispetto ai preti cattolici, poichè sanno per tradizione che i loro antenati sono stati altre volte visitati dalle Veste Nere (i Gesuiti). Prima di presentarsi a Monsignore Dubourg s’abbigliarono in gran costume: il loro corpo di color rossastro fu intonacato di grasso, la loro faccia e le loro braccia rigate a varj colori; il bianco di piombo, il minio, il verderame formavano nel loro tatuaggio una gran varietà di solchi che andavano tutti a terminare al naso; i loro capelli erano disposti a ciocche: portavano braccialetti ed orecchini, avevano anelli nel naso e nelle labbra forate; il loro calzare fatto di pelle di cavriolo era ornato di penne a varj colori, e guernito di tubetti di latta cui essi apprezzano sommamente pel suono che danno e quando camminano e quando danzano. La loro testa è ornata d’una specie di corona su cui veggonsi teste d’uccelli, piccioli corni di cervo, artigli d’orso ed altri abbellimenti di consimile delicatezza. Una coperta di lana pendente dalle loro spalle copre quasi tutto il rimanente del corpo, ed anch’essa è ornata di code di varj animali. In siffatto abbigliamento si presentarono questi capi al Vescovo della Luigiana.”
“Molte sono le classi degli Osagi, siccome presso i popoli d’ egual origine: il nerbo della nazione è composto di guerrieri e di cacciatori, termini che fra loro suonano quasi lo stesso: il rimanente si divide in due classi in’ quella cioè de’ cucinieri ed in quella de’ medici che esercitano ben anche le funzioni di sacerdoti e di magistrati, e che colle loro pretese divinazioni ed interpretazioni de’ sogni e coi loro sortilegi acquistarono sui pubblici affari grandissima influenza. Pike ne vide alcuni ficcare nella canna della gola un enorme coltello di becca jo, ed uscirne il sangue a grosse bolle, come vi si fosse fatta una vera ferita; altri far entrare nol naso acuti bastoni, ed altri inghiottire delle ossa facendole poscia uscir fuori delle narici.
I Cucinieri sono al servizio del pubblico o di qualche importante personaggio : alcuni di essi furono ai loro tempi guerrieri celebri: dopo però di aver perduto ,od in guerra o per malattia tutta la loro famiglia , e che si trovano deboli o per età o per cagionevole salute, abbracciano sovente una tale professione: essi vengono dispensati dal prendere le armi e sono mantenuti a spese del pubblico o de’ loro padroni : esercitano altresì l’ ufizio di pubblici banditori e chiamano i Capi ai consigli od ai banchetti. Uno straniero che in un villaggio degli Osagi abbia bisogno di parlare a qnalcheduno s’indirizza ad un banditore: questi corre dappertutto chiamando ad alta voce l’ uomo che cerca, e gli annunzia poi il luogo in cui è aspettato.
Un forestiero che giunga in un villaggio vien tosto condotto nella capanna del Capo che Io riceve qual suo ospite: il forestiero mangia pel primo, secondo il costume degli antichi patriarchi, e poscia viene invitato da tutti i principali personaggi del villaggio e sarebbe far loro grave oltraggio il non andare da ognuno se non altro per assaggiare le vivande imbandite. [Il maggiore] Pike trovossi obbligato d’accettare in un giorno dopo mezzodì quindici pranzi.”
Le didascalie alle foto sono tratte da: Giulio Ferrario, Aggiunte all’opera “Il costume antico e moderno di tutti i popoli”, Firenze, Per V. Batelli e figli, 1837: http://books.google.it/books?id=VUYOAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=Giulio+Ferrario&lr=&ei=y4J4SdLvMZCIkATap5XqBg#PPA3,M1





