L’Adam’s Bridge (ponte di Adamo), conosciuto anche come Rama’s Bridge (ponte di Rama), altro non è che una serie di secche che si allungano tra l’ isola di Mannar, la punta a nord-ovest dello Sri Lanka, e la regione di Rameswaram sulla costa sud-orientale dello stato del Tamil Nadu in India. Evidenze geologiche indicano che l’attuale “ponte” era in origine una lunga lingua di terra che collegava l’India con l’ isola di Ceylon. Alcuni banchi di sabbia restano infatti quasi sempre all’asciutto e le profondità dei fondali tutt’intorno non arrivano ai dieci metri. Il ponte è lungo 48 chilometri e separa il Golfo di Mannar dallo Stretto di Palk. Un servizio di traghetti collega la città di Rameswaram in India e il porto di Talaimannar in Sri Lanka sebbene il collegamento funzioni solo a singhiozzo a causa dei continui scontri nell’area tra le truppe governative dello Sri Lanka e i ribelli separatisti delle Tigri Tamil.
Il nome Adam’s Bridge deriva dalla leggenda islamica secondo la quale Adamo usò il ponte per raggiungere l’Adam’s Peak, una montagna conica di 2.243 metri nel centro dello Sry Lanka, dove rimase in equilibrio su un piede per 1000 anni lasciando un enorme cratere dalla vaga forma di piede umano. Il nome invece di Rama’s Bridge o Rama Setu (Sanscrito: setu: ponte) viene dalla leggenda indù del “Ciclo epico di Ramayana” che identificherebbe il ponte con quello costruito dall’ esercito dei Vanara (gli uomini scimmia) per permettere al loro capo Rama di andare salvare sua moglie Sita dalle grinfie di Ravana re di Rakshasa.
Alcune iscrizioni, vecchie guide di viaggio e antiche mappe hanno recentemente rafforzato l’ idea che l’ Adam’s Bridge in realtà sia quello che resta di un vero ponte costruito da veri esseri umani. Nel 2003 un team del Centre for Remote Sensing (CRS) della Bharathidasan University guidato dal professor S.M. Ramasamy sosteneva che il “Rama’s Bridge può avere al massimo 3500 anni” e che “la datazione al carbonio delle spiagge del ponte corrisponderebbe esattamente al periodo a cui si fa risalire la composizione del Ciclo di Ramayana”. S. Badrinarayanan, ex direttore del “Istituto indiano di Geologia” (Geological Survey of India) ritiene che una formazione naturale di questo tipo non potrebbe esistere.Una pubblicazione governativa della National Remote Sensing Agency per il parlamento indiano ipotizza che “potrebbe essere artificiale” e l’Alta Corte di Giustizia di Madras ha ultimamente emesso una sentenza in cui si dichiara il “Rama’s Bridge” come prodotto dalla mano dell uomo in virtù di numerosi reperti, utensili e fossili umani risalenti al Mesolitico e al Microlitico ritrovati nella zona.
Ma il professor N. Ramanujam, a capo del Post-Graduate Department of Geology and Research Centre del Chidambaram College, l’ astrofisico Jayant Narlikar e il comitato scientifico della Madurai Kamaraj University nel Tamil Nadu, sostengono che l’ Adam’s Bridge è una curiosa ma normalissima formazione geologica di 17 milioni di anni fa. Opinione condivisa anche dall’ “Istituto Archeologico Indiano” (Archeological Survey of India).
Umano o non umano le acque basse del Ram Setu non consentono la navigazione attraverso il ponte ed è dunque impossibile raggiungere lo Stretto di Palk passando dall’Adam’s Bridge. Nonostante i commerci in e dal ponte siano attivi fin dal primo millennio avanti cristo sono da sempre stati limitati a giunche, battelli e piccole imbarcazioni. I grandi vascelli oceanici del passato, come anche le odierne navi da carico, dovevano circumnavigare lo Sri Lanka se volevano raggiungere le coste orientali dell’India. Per questo il governo indiano ha da alcuni anni allo studio la realizzazione di un canale navigabile che tagli in due l’Adam’s Bridge ma gli ostacoli politici, ambientali e superstiziosi sembrano voler far di tutto per “insabbiare” definitivamente il progetto. Secondo alcuni manoscritti religiosi la lingua di terra asciutta che collegava Ceylon al continente venne spazzata via e ridotta a banchi di sabbia da una violenta tempesta abbattutasi sulla regione nel 1480.

