In Egitto l’ elezione del re era riserbata alle due caste principali, quella de’ sacerdoti e quella dei guerrieri; nè uguale valore aveva in ciascuna il diritto di votare, giacchè:
- II voto d’ un profeta contava per 100
- d’ un comasta o prete: 20
- d’ uno zoccoro, ultimo grado nella gerarchia sacerdotale: 10
- d’ un guerriero: 1
Quindi l’ elezione dipendeva interamente dalla classe sacerdotale, e l’ intervento dell’ altra era illusorio, il che mostra I’ origine delle tante leggi superstiziose che vincolarono il popolo Egiziano; insomma dalla classe elettrice dipendono le qualità degli elettori e I’ indole della legislazione.
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II modo con cui si eseguiscono le elezioni, può presentare occasioni d’importanti riflessi allo statista; prendiamo per esempio l’ Inghilterra: la libertà delle elezioni è ivi ridotta alla licenza de’ facchini; gli aspiranti si coprono di villanie alla presenza del pubblico; i partigiani di essi cominciano a battagliare con fischi ed urli, quindi con fasti di verze, cui succedono i sassi, e finalmente una zuffa da bestie feroci. I voti si vendono nelle case o ne’ trivii, come le mercanzie nelle botteghe e sulle piazze. I prezzi sborsati e l’ elezione ottenuta o non ottenuta possono dimostrare il valore dell’ opinione; mi spiego: Piero spende un milione di franchi, e non riesce ad essere eletto; Paolo ne spende cento mila ed ottiene i voti, in pari circostanze 9.900.000 franchi rappresenteranno la forza della stima pubblica che lo investe. In Francia i voti non si vendono, o la vendita non è così impudente come in lnghilterra; egli è questo un sintomo, se non di moralità, almeno di pubblica decenza. Talvolta vedrete eletto un bacchettone che non ha nè attività nè talenti, e dimenticato I’ uomo modesto e dotto che ama il paese e conosce la legislazione: insomma confrontate le qualità degli eletti e degli scartati, e vedrete piu volte che il giudizio del popolo non è così infallibile come pretendeva Macchiavello.
Esponendo le qualità che caratterizzano il pubblico amministratore, ricorderò ai giovani di non dimenticare nell’ applicazione le circostanze in cui egli si trova e che vincolano talora il suo potere, talora la sua volontà, Liutprando re dei Longobardi, benchè conoscesse la stoltezza delle prove giudiciarie dell’ acqua, del fuoco, del duello, ecc., ciò nonostante la perficacia del suo popolo lo costrinse ad ammetterle; e Solone, benchè potesse dare agli Ateniesi migliori leggi, non volle, prevedendo che le loro abitudini le renderebbero inutili.
I sintomi generali d’un buon amministratore sono i seguenti:
- Desiderio di conoscere lo stato della nazione
- Pubblicità dello stato della nazione
- Buone qualità degli impiegati
- Simplicità nelle operazioni
- Rapidità nelle operazioni
- Esattezza ne’ pagamenti
- Solido impiego di denaro pubblico
- Rispetto pratico alle leggi
- Sicurezza e felicità pubblica
- Mancanza d’ uomini oziosi e di terre incolte
Si debbe a Carlomagno l’ istituzione dei Missi dominici, i quali erano commissari imperiali che visitavano le province per conoscere il modo con cui si amministrava la giustizia, le angarie cui erano sottommessi i sudditi, lo stato de’ fiumi e delle strade, e farne rapporto nel consesso dei nobili, de’ vescovi, dei guerrieri alla presenza dell’ imperatore.
Un editto dell imperatore chinese Chum permise a tutti i cittadini di scrivere sopra una tabella esposta in pubblico, ciò che sembrava loro biasimevole nella condotta del sovrano. Sotto Alfonso V re di Portogallo, nel X secolo, le leggi toglievano la nobiltà a chiunque insultava una donna, rendeva falsa testimonianza, mascherava la verità al re.
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Fra gli oggetti che non si possono asportare dal Giappone, si contano le monete, le carte geografiche, i libri stampati, e principalmente quelli che somministrano notizie sull’ interno dell’impero.
E’ generale ne’ popoli Africani l’ avversione a lasciar vedere le sorgenti delle acque che traversano i loro paesi. Il governo di Spagna minacciò per l’ addietro la pena di morte a chi pubblicava le carte geografiche di alcune colonie spagnuole.
Burkhardt, nel suo viaggio in Siria, racconta che i Bedouini s’ allarmano, quando veggono un viaggiatore scrivere osservazioni sulla loro nazione. Il Bedouino Ayd, suo compagno di viaggio e di pericoli, avendolo un giorno sorpreso mentre stava scrivendo, gli fece rimprovero in tuon di sdegno, di stendere note sulla sua patria, sulle sue montagne, sui suoi pascoli. Altri viiggiatori, disse Ayd, hanno fatto lo stesso, ma io non gli accompagnava, nè giammai servirò d’ instrumento a quelli che preparano la rovina del mio paese. Burkhardt avendolo assicurato ch’ egli amava i Bedouini, e provato che le sue note erano state utili ad entrambi, Ayd soggiunse: Ciò che voi mi dite può essere vero, ma noi sappiamo che molti uomini, Dio sa quali, sono venuti, alcuni anni fa, in questo paese, hanno visitato le montagne, esaminato le pietre, le piante, gli animali, fin i ragni e i serpenti; d’allora in poi è caduta poca pioggia e il salvaggiume è considerevolmente scemato ec. Regna la stessa opinione nei Bedouini della Nubia. Essi credono che un mago può, gettando certi caratteri sulla carta, far cessare la pioggia in un paese e farla cadere in un altro.
La diffidenza dell’ ignoranza è dunque un ostacolo alla pubblicazione delle notizie statistiche. Ad essa si unisce talvolta l’insensata vanità che nasconde lo stato periglioso delle cose per provare di non aver bisogno di consigli. Vedi la condotta di Vitellio in Tacito.
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Si conosce il pubblico amministratore dalle qualità de subalterni ch’ egli sceglie come si conosce l’ inclinazione dell’ uomo privato dalle conmpagnie che frequenta.
L’ amministratore istrutto e zelante sa che l’ ignoranza, l’ orgoglio, lo spirito di partito, e sopratutto la corruzione nuocono al pubblico e screditano il governo. Egli non ignora che l’ interesse o l’ ambizione sono gli ordinari scogli a cui vanno a rompersi le virtù fittizie, create provvisoriamente dalle vicende politiche. Traiano ricusava di scerre per suo successore Adriano, perchè vi scorgeva virtù forzate che offendevano la solidità del suo giudizio.
La vanità dell’ amministratore ignorante ordinariamente gli fa temere le persone che ne sanno più di lui quindi Io induce ad allontanarle dalle cariche [...] L’ amministratore corrotto sceglie ordinariamente le persone che, non avendo riputatione da perdere, sono pronte a seguire tutte le sue voglie qualunque esse sieno; tali erano le scelte di Vitellio.
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E’ inutile il provare che la nazione spende molto o poco se non consta in quali oggetti è impiegato il denaro pubblico. Sotto Alfredo il grande, la settima parte delle rendite della corona era messa in serbo per mantenere gran copia di operai, i quali lavoravano continuamente a ristabilire le città, i castelli, i palazzi, le chiese. Furono impiegati in queste costruzioni le pietre e i mattoni de’ quali sino allora era ignoto l’ uso. I signori imitarono l’ esempio del re e gli edifizi solidi si moltipllcarono in poco tempo.
Giova ricordare qui la matta legge degli Ateniesi che minacciava la pena di morte a chi proponeva di impiegare a difesa della patria il denaro destinato pel teatro. Si riconosce che anco sotto gli ottimi re il denaro pubblico può essere speso illegittimamente allorchè si ricorda che i cortigiani ottennero in un sol giorno colla loro importunità dalla naturale generosilà di Enrico IV venticinque editti che li antorizzavano ad esigere dei diritti, de’ pedaggi, de’ dazi sul commercio e sulle arti, editti che il ministro Sully ricusò di sottoscrivere.
Mentre Sully andava dal re per dimostrargli come i cortigiani avevano sorpresa la sua buona fede incontrò alla porta la marchesa di Verneuil che Io rimproverò perché si opponesse in tal guisa alla buona volontà del re. “Tutto ciò che voi dite Signora” rispose Sully “sarebbe buono se Sua Maestà pigliasse il denaro dalla sua borsa, ma levarlo di nuovo sopra i mercanti, gli artigiani, i lavoratori, i pastori non istà bene. Sono essi che nodriscono il re e noi tutti. Basta bene a loro di un padrone, senza che abbiano da mantenere tant’ altra gente”.
I testi sono tratti da “Melchiorre Gioia, Filosofia della statistica, Tomo III, Lugano, Ruggia e C., 1838″: http://books.google.it/books?id=R68FAAAAQAAJ&pg=RA1-PA304&dq=schiavitu&as_brr=1&ei=PqmiSaWaC5r2Mcj00IoC#PPP9,M1
Per una breve biografia dell’ economista e filosofo Melchiorre Gioia: http://en.wikipedia.org/wiki/Melchiorre_Gioja
Per consultare il catalogo delle opere pittoriche di William Hogarth (1697-1764): http://www.abcgallery.com/H/hogarth/hogarth.html




